Una breve storia del gioco degli scacchi

-Le origini

Sulla provenienza del gioco degli scacchi, vi sono varie tesi, ma nessuna certezza. Le prime testimonianze storiche, danno presenti, oltre 2000 anni fa, due giochi di pezzi, uno in Cina, lo Siang-Ki, ed uno in India, lo Chaturanga. Nei secoli il gioco venne appreso dai persiani,col nome di Chatrang, ed infine dagli Arabi (Shatranij).

-Introduzione in Europa

Gli arabi ebbero famosi campioni di shatranij, i cui trattati sono in parte giunti sino a noi. Sembra che il merito dell'introduzione del gioco in Europa sia loro, intorno all'anno 1000, anche se in tombe romane del III e IV secolo D.C. sono stati rinvenuti pezzi, che potrebbero far pensare ad un contatto precedente tra persiani e romani.

-Medioevo e Rinascimento

Durante il Medioevo il gioco ebbe un notevole sviluppo nel vecchio continente. Nelle corti e nei castelli era d'obbligo saper giocare a scacchi,e questa arte veniva decantata tra le gesta eroiche di un cavaliere modello. Con l'avvento del Rinascimento, gli scacchi divennero, nelle neonate città, un gioco su cui scommettere denaro, e quindi una buona fonte di guadagno.

-Il cinquecento e il seicento

Il cinquecento diede i primi famosi maestri occidentali, lo spagnolo Ruy-Lopez de Segura, gli italiani Leonardo da Cutro (vincitore di un match contro Ruy Lopez organizzato da Filippo II) e Polerio. Ma vi furono anche teorici del gioco, come lo spagnolo Lucena (fine 400) e il portoghese Damiano. Durante il seicento, ancora un italiano, Gioacchino Greco detto il Calabrese, fu il giocatore e teorico più importante per lo sviluppo del gioco.

-Il settecento

Durante il settecento vi è una frattura tra gli scacchi in Italia e nel resto d'Europa. Continuando a giocare con le regole locali (ad es. l'arrocco in due tratti), e non uniformandosi a quelle internazionali, i giocatori italiani restano pian piano esclusi dalla scena. Dominatore del secolo è il musicista francese Philidor, che a Parigi restò imbattuto per molti anni, e che diede un contributo alla teoria del gioco fondamentale.

-La prima metà dell'ottocento

Questo periodo segna l'avvento dei match, molto rari in passato. Forti giocatori si misero in evidenza in questi anni: i francesi Deschapelles, Labourdonnais e Saint Amant, gli inglesi Staunton, McDonnell e Cochrane, i tedeschi Anderssen, Von der Lasa, Harrwitz e Horowitz, i russi Jaenisch e Schumov, il polacco Kieseritzky e l'ungherese Loewenthal.

-Uno scontro interminabile

Nel 1834, il francese Louis Charles de Labourdonnais e l'irlandese Alexander Mac Donnell, si incontrarono in sei riprese, totalizzando alla fine 44 vittorie per il francese, 30 per l'irlandese e 14 patte. Questo match, seguito con entusiasmo sia in Francia che in Gran Bretagna (Mac Donnell era il miglior giocatore di Londra), diede agli scacchi una notorietà inaspettata.

-1851: l'inizio degli scacchi moderni

Nel 1851 vi fu l'importante torneo di Londra, vinto da Anderssen. Pian piano anche altre località iniziarono ad organizzare tornei, rendendo possibile il riconoscimento della reale forza dei vari giocatori. Inizialmente giocati con la formula ad eliminazione diretta, spesso con degli handicap (che andavano dal pedone alla torre, a seconda delle categorie di differenza), i tornei si indirizzarono, a partire da Londra 1862, verso il girone "italiano", cioè tutti contro tutti.

-Il genio americano

Nel 1857 il ventenne Paul Morphy vinse il torneo di New York, battendo in finale Luis Paulsen, e diplomandosi campione americano. Nel 1858 sbarcò in Inghilterra, e sfidò, vincendo nettamente, i più forti giocatori europei, riuscendone nettamente vincente (ad eccezione di Staunton che non accettò la sfida). Nel 1959 fece ritorno in America, accolto trionfalmente come campione del mondo. Ed improvvisamente sparì dalle scene, terminando la sua vita con problemi di depressione e crisi nervose.

-Il padre del gioco di posizione

Nel 1866 Steinitz battè Anderssen e divenne il nuovo campione del mondo.Questo giocatore non volle subire il "gioco d'attacco" come unica possibilità, e cercò di analizzare criticamente le sconfitte, alla ricerca degli errori strategici. Perse così quota il romantico gioco di sacrificio, che è corretto solo se vi sono debolezze nella posizione. Durante il suo regno sconfisse i polacchi Zukertort e Gunsberg, gli inglesi Blackburne e Bird, il russo Cigorin.

-Un campione mancato

Nel 1895, tutti i più forti giocatori del mondo si ritrovarono ad Hastings, in Inghilterra, per uno scontro memorabile. Il grande torneo venne vinto dall'esordiente del gruppo, l'americano Harry Nelson Pillsbury. Dietro a lui i grandi favoriti: Cigorin, Lasker, Tarrasch e Steinitz. Ma l'americano non fu mai più così brillante, anche se arrivò tra i primi tre in tutti i tornei fatti sino al 1903, a causa della malattia (forse sifilide), che gli peggiorò costantemente le condizioni di salute, fino alla morte avvenuta nel 1906, a soli 33 anni.

-L'era dei grandi campioni

Successore di Steinitz fu il tedesco Emanuele Lasker, che detenne il massimo titolo, oramai divenuto ufficiale, dal 1894 al 1921. Praticamente imbattibile nei tornei ,ebbe come avversari mondiali Tarrasch, Marshall, Janowsky e lo sfortunato Schlechter, ma non accettò mai la sfida dal fortissimo polacco Rubinstein. Altri forti maestri del periodo furono lo slavo Vidmar, il ceco Duras l'ungherese Maroczy, l'austriaco Spielmann e il tedesco Bogoljubow.

-Capablanca e Aljechin

Nel 1921 Capablanca strappò la corona a Lasker, e la tenne per sei anni. Il suo gioco è tuttora inimitabile per semplicità ed eleganza. La sua comprensione della posizione perfetta, in tutte le fasi della partita. Nel 1927 dovette soccombere ad Aljechin, che a differenza del cubano era con gli scacchi una cosa sola, per lui non esisteva altro. "Per me gli scacchi non sono un gioco, ma un'arte" disse il campione russo. Ma questo rapporto morboso gli creò problemi psicologici, ed infatti durante un periodo di abuso di alcolici perse il titolo da Euwe, prontamente battuto due anni dopo.

-Nasce la FIDE

Il 20 luglio 1924, durante le Olimpiadi estive di Parigi, nasce la Federation Internationale des Echecs (FIDE). Presidente viene nominato l'olandese dr.Rueb.

-Una rivoluzione nelle idee

Il periodo tra il 1910 e il 1930 vide lo sviluppo di un originalissimo sistema di pensiero nella concezione del gioco stesso (detto "gioco ipermoderno"). Artefici di questa nuova filosofia furono il lettone Nimzowitsch e il cecoslovacco Reti. I canoni tradizionali del gioco, dogmaticamente teorizzati dal tedesco Tarrasch, vengono stravolti dalle nuove idee. L'occupazione del centro con i pedoni, tradizionalmente accettata senza discussioni, viene ritenuta dai due maestri pericolosa, perche esposta ad un gioco da lontano dei pezzi nemici. Questo è il motivo strategico fondamentale delle difese indiane, oggi ritenuto valido da tutti. Purtroppo ne i due pur forti maestri, ne i loro seguaci più vicini, come il polacco Tartakower, l'ungherese Breyer e l'austriaco Grunfeld, riuscirono a raggiungere il titolo mondiale, e questo fece si che le loro idee non ebbero ampio consenso all'epoca.

-Un gruppo interessante

Una delle generazioni più interessanti fu sicuramente quella che arrivò ai più alti livelli intorno agli anni trenta. I componenti erano il pakistano Sultan Khan (la cui storia è veramente singolare), l'austriaco Eliskases, gli americani Fine, Kashdan e Reschewsky, il russo Botvinnik, l'estone Keres, il ceco Flohr, l'ungherese Szabo, gli svedesi Stoltz e Stahlberg. E' doverosa anche la segnalazione per una signora, Vera Menchik, che oltre a vincere in scioltezza i primi campionati mondiali femminili, riuscì ad ottenere lusinghieri risultati anche in numerosi tornei maschili (addirittura una vittoria contro Max Euwe).

-Il dopoguerra

I forti maestri che esplosero negli anni '30 furono i candidati alla successione di Aljechin. Botvinnik, che divenne campione del mondo nel 1948, segnò l'inizio della implacabile egemonia sovietica, che eccetto un episodio, dura ancora oggi. La coerenza della scuola, attraverso i nomi di Boleslavski, Smyslov, Bronstein, Tajmanov, Geller, Kotov, Tal, Averbach, Petrosian, Polugaevskij, Stejn, Korcnoj, Cholmov e Spasski, è impressionante.

-I guastatori

Al di fuori della scuola russa, navigavano solitari l'argentino Najdorf, l'americano Reschewsky, lo slavo Gligoric e l'ungherese Szabo, unici a reggere la temibile morsa. Ma negli anni sessanta vi fu l'avvento di due nuovi talenti, il danese Larsen, capace di lasciarsi dietro il meglio della compagine nemica diverse volte, e l'americano Fischer. Quest'ultimo, di cui è nota soprattutto la follia, ottenne nel periodo 1967-72 risultati incredibili, come le 14 partite vinte consecutivamente nella candidatura del 1971, un record d'altri tempi. Dopo il titolo conquistato nel 1972, si ritirò dalle scene.

-Karpov

Dopo la parentesi Fischer, Karpov riporta velocemente in patria il titolo, e lo difende con successo contro l'esule Korcnoj. Poi a metà degli anni ottanta lo perde da Kasparov, nonostante un primo match clamorosamente annullato (iniziano i pasticci della FIDE). In questo periodo escono interessanti talenti: l'olandese Timman, l'inglese Miles, il tedesco Huebner, il brasiliano Mecking e lo slavo Ljubojevic.

-Kasparov

Il nuovo campione del mondo, con il suo gioco coraggioso e brillante, è il campione che tutti speravano di avere; ma prima o poi i miti si incrinano, e l'asso di Baku inizia ad alternare periodi felici ad altri più problematici, ma soprattutto, conscio dei suoi mezzi, decide di trarre massimo profitto finanziario dalla situazione, e crea una sua controfederazione, insoddisfatto dalle proposte economiche della FIDE.

-Giovani talenti

Un nuovo gruppo di giovani sale alla ribalta. Tra essi la ungherese Judith Polgar (unica donna ad essere entrata tra i primi dieci uomini nella lista ELO), e poi Ivancuk, Gelfand, Kamsky, Anand, Shirov, Kramnik, Topalov e tanti altri.

-Caos

Purtroppo gli anni novanta del ventesimo secolo non sono felici per il nostro gioco. Kasparov e Karpov si dichiarano contemporaneamente campioni del mondo (delle rispettive federazioni), ritorna alle scene il pazzo (!?) Fischer, che vince nuovamente Spasski e riscappa, arrivano i computer, che battono i migliori grandi maestri senza grossi problemi, ed infine ecco lo strano mondiale di Las Vegas 1999 (definito da Kasparov per "turisti"), vinto (con pieno merito) da Khalifman, un successore non all'altezza (per ora) della tradizione storica del gioco.

-I ragazzi del 2000

Il mondiale della Fide 2000 vede finalmente la consacrazione dell'indiano Anand, nel 2001 è la volta della sorpresa Ponomariov (classe 1983). Il mondiale alternativo vede la strana sconfitta di Kasparov contro Kramnik, poi un torneo dei candidati che laurea brillantemente l'ungherese Leko. Altri giovanissimi invadono la ribalta assoluta, i russi Morozevich e  Grischuk, l'ukraino Karjakin (grande maestro a 12 anni, classe 1990 !!), l'azero Radjabov, il francese Bacrot.

-Alla ricerca di un nuovo leader

Nel 2004 l'uzbeko Rustam Kasimdzhanov diviene il nuovo Campione del Mondo, vincendo con merito il torneo FIDE di Tripoli. Nello stesso anno Kramnik mantiene il titolo ufficioso pareggiando abbastanza fortunosamente il match con Leko, tenutosi a Brissago.
Ma ne Kasimdzhanov ne Kramnik, che nell'ottobre 2005 sono rispettivamente al 35° e al 7° posto delle liste FIDE, sembrano essere i numeri uno.
Nel 2005 Kasparov, ancora molto forte come giocatore di torneo, proclama ufficialmente il suo ritiro dal gioco attivo. Nell'ultimo torneo disputato, a Linares, divide il primo premio con il bulgaro Topalov, ed è proprio quest'ultimo ad aggiudicarsi con pieno merito il mondiale tenutosi a San Louis, ponendo una seria candidatura al ruolo di nuovo numero uno al mondo. Sarà compito di Anand, Kramnik e Leko contrastare l'ascesa del bulgaro.

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