Aneddoti e curiosità

Samuel Reshewsky, enfant prodige

 

 

ALCUNI CLAMOROSI ESEMPI DI IGNORANZA SCACCHISTICA

"La divulgazione del gioco"
Da "L'Italia Scacchistica", agosto 1952, rubrica "Il lettore scrive".

Caro Direttore,
da qualche tempo è in vendita a Milano, per poche centinaia di lire, una scacchierina da viaggio in plastica, con le figurine dei pezzi. Allegato vi è un foglietto di istruzioni contenente le più spassose enormità sul giuoco degli scacchi.
Anzitutto i pezzi vengono chiamati pedine e i pedoni Fanti. Sul movimento dei pezzi sta scritto tra l'altro:
"La Regina può muoversi in tutte le direzioni, ma su una sola direzione per ogni mossa".
"Il cavallo va dove vuole, cioè salta dal nero al nero, dal nero al bianco o viceversa".
"Non si può stare con due pedine dello stesso colore sul medesimo quadrato. Precisato ciò, viene naturale che non si può battere una pedina del proprio colore".
"Solo il cavallo può saltare, quando sul campo d'azione incontra una pedina dell'avversario; ma il giocatore, se gli conviene, può anche rinunciare di batterla e quindi non muovere il cavallo".
"Quando il giocatore si porta in posizione di poter dare scacco matto al re nella mossa susseguente, ha il dovere di avvertire l'avversario col dire "scacco".
Per finire, la patta è prevista così:
"Nel caso in cui le perdite gravi di pedine da una parte e dall'altra si rende impossibile lo "Scacco", la partita è rimandata".
Qui l'autore è riuscito in un sol colpo, ad infrangere le regole degli scacchi e della grammatica.
Molto cordialmente, (lettera firmata)


"Gli scacchi nell'era moderna"

Da "L'Italia Scacchistica", luglio 1965, rubrica "Il lettore scrive".

Egr. Sig. Direttore,
mi sono per caso imbattuto in un modesto gioco di scacchi in materia plastica. La confezione è corredata da un opuscoletto che mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione. Risulta evidente che il maldestro compilatore ha idee scarse e confuse sugli scacchi.  Lettera firmata.

Risposta del direttore (maestro Ferrantes):
Risulta chiaro che il compilatore dell'opuscoletto "Gli scacchi nell'era moderna" è un incompetente, perchè diversamente:
1) non chiamerebbe il Re, la Regina, i due Alfieri e i due Cavalli pezzi "qualificati" e i Pedoni pezzi "non qualificati";
2) non collocherebbe la scacchiera con la casella in basso a destra nera invece di bianca;
3) non collocherebbe nella posizione iniziale i Cavalli al posto degli Alfieri e viceversa;
4) infine, non scriverebbe cose come queste: "Se l'avversario da o scopre uno scacco al Re e non avvisa, il giocatore può lasciare il re al posto dove si trova, fin quando sarà avvertito".

SCACCHI E COMUNISMO
Da "Oggi", 14/2/1952

"Una notevole variazione è stata introdotta nel gioco degli scacchi nei Paesi a regime comunista: i pezzi di colore nero sono stati sostituiti con altrettanti di colore rosso.
Attualmente, perciò, in quei Paesi si gioca con pezzi rossi "comunisti" e pezzi bianchi "capitalisti". Pure i pezzi sono stati modificati: il re bianco "capitalista" viene rappresentato da uno scheletro vestito da guerriero, mentre il rivale è un pacifico contadino. Così la regina bianca, una cortigiana, dagli abiti suggestivi, compete con una pari grado in costume da "campagnola". Gli altri pezzi rossi sono rappresentano lavoratori con falce e martello, a differenza dei pezzi "capitalisti" che vengono rappresentati come schiavi in catene".

 

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