Alessandro Salvio

 

Napoli 1570 c. - 1640 c.

Trattatista. Allievo di Michele di Mauro e di Scipione Genoino, nel 1595 si batté a Napoli con Paolo Boi, ricevendo di vantaggio un pedone, senza uscirne sconfitto. Incontrò ancora il Siracusano nel 1598 e, giocando alla pari, lo sconfisse. Batté Scipione De Leonardis davanti al viceré conte di Lemon in una sfida ad apertura obbligata e il d'Arminio (+2 =1 - 1). Nel 1606 sconfisse a Napoli il Cascio. Frequentò le accademie napoletane in casa Di Costanzo, Carafa e Rosito distinguendosi per il gioco alla cieca (usando, però, il tatto). In questa specialità si esibì anche davanti al conte di Benaventa, al marchese di Corleto e al conte Francesco di Castro. Nel 1604 scrisse il suo libro più importante: "Il trattato dell'inventione et arte liberale del gioco di scacchi"- Nel 1612 pubblicò "La Scaccheide", una tragedia in versi e, nel 1634, "Il Puttino, altramente detto il Cavaliere errante". Il "Trattato" e "Il Puttino" furono ristampati in unico volume nel 1723 sotto il titolo "Il gioco degli scacchi del dr. Alessandro Salvio".

 

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