Romolo Ovidi

 

Roma 21 dicembre 1875 - 18 giugno 1952

Divenne maestro nel 1924 quando vinse il torneo principale di Foligno con punti 8 su 9. Il prof. Ovidi nelle cronache fu definto "un vero e consumato maestro: corretto, semplice e pratico egli non solo non ha perduto alcuna partita e ne ha pattato due sole, ma neanche si è mai trovatoin serie difficoltà". Durante il periodo fascista fu escluso dai tornei di campionato perché non tesserato ed egli preferì non partecipare ad alcun torneo. Si trasferì in Argentina e prese parte all'attività locale. Fece ritorno in Italia alla fine della guerra e installò il suo quartier generale a Roma presso il caffè Breccia in via XX Settembre. Quando capitava qualcono che non lo conosceva giocava un paio di partite con posta un caffè e faceva in modo di perdere. Alla terza partita, con la scusa che troppi caffè fanno male, proponeva di giocare di soldi così tornava ad essere se stesso e bastonava ben bene il malcapitato. Un giorno, alla fine degli anni '40, l'ambasciatore russo chiese a un socio dell'Accademia romana, Alberto Pane, di fare da cicerone a una Grande maestro russo in visita a Roma: Paul Keres, all'epoca tra i due o tre giocatori più forti al mondo. Gli amici romani non si lasciarono sfuggire l'occasione di fare uno scherzetto all'Ovidi. Spiegarono tutto a Keres e si presentarono al caffè Breccia. Keres, nonostante anche lui si facesse in quattro per giocar male, riuscì "a vincere" le prime due partite poi, alla terza con posta in denaro, l'Ovidi tornò ad essere l'Ovidi ma Keres tornò ad essere Keres. L'Ovidi non tardò a scoprire di che pasta fosse il suo avversario e a metà partita fece saltare per aria e pezzi e scacchiera.


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