Ercole Del Rio

 

1723 (1726?) - Modena 23 maggio 1802


Figlio di Pellegrino, governatore di Guiglia dal 1723 al 1728, che probabilmente gli insegnò il gioco, e della gentildonna Caterina Montaguti, compì gli studi legali e, soggiornato per un certo periodo a Reggio, dove ebbe modo di misurarsi con i più forti scacchisti locali, si trasferì a Modena, all’epoca capitale del ducato, ove raggiunse la carica di consigliere di giustizia. Qui conobbe e strinse amicizia con gli altri due grandi modenesi, Gabriele Lolli e Lorenzo Ponziani che trassero ispirazione, soprattutto il primo, dal Del Rio per le loro opere. Nel 1750 pubblicò, per i tipi di Francesco Torsi, senza indicazione dell’autore, un libretto di poco più di cento pagine ma dalle caratteristiche di un trattato completo: "Sopra il gioco degli scacchi. Osservazioni pratiche di Anonimo modenese". Collaborò al grande volume delle "Osservazioni" del Lolli del 1763 anche con una lunga lettera, pubblicata anch’essa anonima, in cui cerva di codificare la strategia del gioco. Il suo libro, già raro nel primo ventennio dell’Ottocento, fu ristampato a Milano nel 1831 e nel 1860 mentre nel 1863 fu trasfuso per intero dal libraio Rossi di Livorno nel "Manuale degli scacchi e della dama", senza indicazione della fonte. Dal 1782 e fino alla morte lavorò a "La guerra degli scacchi" che non riuscì a dare alle stampe. Il manoscritto, ritrovato in America presso la biblioteca pubblica di Cleveland, fu stampato e ampiamente commentato nel 1984 dallo studioso Christopher Becker.


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