Geronimo Cascio

 

Giocatore siciliano del XVII secolo nato a Piazza nel 1571. Fu definito dal Carrera "giovane virtuoso ed amante del vero" e "giovane di bellissimo ingegno" e dal Salvio "giocatore di molta portata". Nel 1606 giocò a Napoli una sfida con il Salvio ma, in quattro partite, ne uscì sconfitto. In tale occasione i padrini del Cascio, Domenico de Leonardis e Pietro de Roggiero, scommisero sulla sua vittoria ma se ne andarono prima del termine delle partite. Il Cascio fu così costretto a pagare l'altrui scommessa e quando il giorno dopo ne chiese il rimborso ebbe difficoltà perché i due non volevano credere alla sua sconfitta. Fu chiamato da Jacopo Boncompagni alla sua corte a giocare a scacchi. Quando, tra il 1607 e il 1610, sconfisse il Polerio, il duca gli concesse una rendita annua di 250 corone. Verso il 1620 sconfisse il Marano, considerato dal Dubois giocatore di prima classe. Il Carrera narra di averlo battuto alla presenza del principe di Pietraperzia. Nel 1634 Muzio riferì al Salvio di avergli visto giocare il famoso sacrificio di Cavallo nel Gambetto di Re che, da Muzio, prende il nome.


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La grande storia degli scacchi
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